Dama,
ovvero Digital Accessibiliy to Metadata and Archives, è il progetto principale in cui è attualmente impegnata l’associazione. Finanziato attraverso le risorse del TOCC, transizione digitale per gli organismi culturali e creativi, il progetto muove i suoi passi a partire dall’assunto che la digitalizzazione di un oggetto culturale o creativo (audiovisivo, fotografico, cartaceo etc.) è una pratica complessa risultante da una serie di gestualità legate a comandi fisici da impartire ad apparecchiature hardware e software. I sistemi che permettono questo tipo di pratica non sono pensati per fornire accessibilità a persone con disabilità, tagliando fuori dal processo di digitalizzazione e più in generale dai processi creativi legati al patrimonio, una fetta importante della popolazione che ha la potenzialità, invece, di restituire un contributo importante alla collettività attraverso un processo di emancipazione tecnologica e di partecipazione attiva. In questa cornice abbiamo lavorato a colmare questo gap sviluppando un software il cui “hardware principale” è la voce, ovvero capace di essere comandato attraverso i linguaggi naturali, riducendo al minimo la necessità di dover intervenire fisicamente.
Dama è un software open source (qui la repository) web-based, pensato e progettato per risolvere diverse problematiche legate ai processi di digitalizzazione, con particolare riferimento ai flussi di lavoro legati al video analogico.
Dama introduce quattro innovazioni principali:
a) L’intero processo di digitalizzazione è a comando vocale, quindi facilita ad una platea più ampia il suo uso.
b) E’ il primo software capace di acquisire contemporaneamente quattro linee video, riuscendo a ridurre drasticamente il tempo lineare necessario alla digitalizzazione di significative quantità di nastri, contribuendo così a rendere sostenibili i costi e, per tale ragione, ad incrementare le occasioni di conservazione del patrimonio analogico.
c) Introduce un sistema di metadazione vocale in tempo reale durante il processo di digitalizzazione, permettendo dunque una prima valorizzazione testuale (trascritta in background) di riconoscimento e associazione, durante il processo di acquisizione.
d) Rende il processo di digitalizzazione e metadazione espandibile, in tempo reale, sul web, permettendo controllo e associazione testuale anche da remoto.

Il progetto è finanziato nell ’ambito del PNRR dall ’Unione europea – Next Generation EU
